TEORIA – Principi di base

Principi di base

La comunicazione in diverse lingue ha profonde radici nel passato. Le unità militari cinesi, greche e romane hanno avuto diversi incontri e scambi durante le rispettive campagne militari. Durante il periodo dell’Impero Ottomano, il Dragomanno (una sorta di funzionario a metà tra un ambasciatore e un traduttore) godeva di una posizione privilegiata. Esploratori e avventurieri si sono sempre affidati agli interpreti. Ancora oggi, in un’epoca di conflitti globali, il nostro ruolo è ancora fondamentale. I nostri servizi, tuttavia, si basano su alcuni principi fondamentali, in particolare:

Il principio della responsabilità

Chi organizza un evento fungerà anche da riferimento per gli interpreti. Sarà la persona che gli interpreti contatteranno per ricevere indicazioni, disposizioni e suggerimenti. Gli interpreti devono ricevere tutte le informazioni possibili e la documentazione sull’evento, così da potersi preparare in anticipo in maniera attenta e dettagliata. Dare agli interpreti 10 presentazioni in PowerPoint di 50 diapositive ciascuna il giorno prima dell’evento è scarsamente professionale e piuttosto inutile: non riuscirebbero nemmeno a leggerle. Eventuali versioni in bozza vanno benissimo a questo scopo: gli interpreti potranno così di studiare (non solo leggere) le 500 diapositive e diconcentrarsi sui cambiamenti dell’ultimo minuto, mentre c’è ancora tempo prima dell’evento.

Il principio di Leadership

I clienti sono il centro di gravità di ogni singolo evento. Gli interpreti devono adattarsi a ciò che il cliente vuole. I risultati dipenderanno in larga misura dal tempo dedicato alla preparazione delle riunioni e incontri.
Immaginate di sedere in una riunione senza aver avuto la possibilità di prepararvi in anticipo. Siete a disagio? E se vi fanno una domanda? Riuscite a seguire cosa viene detto? Tutto?
Ecco, queste sono alcune delle cose che passano nella mente di un interprete. Gli interpreti sono solo un collegamento, il cui obiettivo è rendere la comunicazione efficace, superando le barriere linguistiche e culturali.

Il principio di suddivisione del lavoro (work-sharing)

Una buona squadra è quella in cui tutti svolgono i rispettivi compiti e scambiano informazioni al fine di ottenere i migliori risultati. In una buona squadra, le aspettative sono realistiche, le difficoltà e gli ostacoli sono pubblicamente e apertamente discussi e i membri si sostengono reciprocamente.

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Paolo CAPPELLI
Interprete e traduttore
Italiano - Inglese - Spagnolo

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